Al pianoforte da quando aveva 6 anni, Stefano Bollani inizia già a 15 a calcare i palcoscenici come professionista, suonando soprattutto pop. Seguendo il consiglio di Enrico Rava, si tuffa nel jazz, e inizia una rapida ascesa: dall’importante collaborazione, tuttora attiva, con il suo mentore Enrico Rava, all’affermazione nel referendum della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento nel 1998. Anche il giapponese Swing Journal gli ha conferito nel 2003 il New Star Award, la prima volta per un musicista europeo. Nel 2006 sono usciti in contemporanea Piano Solo, primo cd a suo nome per ECM, che conquista subito le prime posizioni nella classifica delle vendite jazz, e il suo primo romanzo, “La sindrome di Brontolo”. La sua musica vive spesso all’insegna dell’ironia, caratteristica evidente in tutti i suoi lavori. Innumerevoli le sue collaborazioni - Richard Galliano, Gato Barbieri, Pat Metheny, Michel Portal, Phil Woods, Lee Konitz, Han Bennink, Paolo Fresu - e le sue presenze sui palchi più prestigiosi del mondo.
Maurizio Giammarco – sax
Vic Juris – chitarra
Jay Anderson – contrabbasso
Adam Nussbaum - batteria
Uri Caine – piano, tastiere
John Hebert – contrabbasso
Ben Perowsky – batteria
Bill Carrothers – piano
Drew Gress – contrabbasso
Bill Stewart – batteria
Giovanni Mazzarino - piano
Max Ionata - sax
Rosario Bonaccorso - contrabbasso
Nicola Angelucci - batteria
Michele Hendricks – voce
Orazio Maugeri – sax
Renato Chicco – piano
Pietro Ciancaglini – contrabbasso
Marcello Pellitteri - batteria
Diana Torto – voce
John Taylor – piano
Palle Daniellsson – contrabbasso
Francesco Sotgiu – batteria e percussioni
di Eduardo Scarpetta / regia di Nicasio Anzelmo
con Tuccio Musumeci e Marcello Perracchio
di Nino Martoglio / regia Giuseppe Romani / con Tuccio Musumeci, Guia Jelo, Miko Magistro e con Carmela Buffa Calleo, Filippo Brazzaventre, Nellina Laganà, Massimo Leggio, Santo Pennisi, Emanuele Puglia, Luana Toscano
Una giovane orfana, Ajtina, abbandonata dal cosiddetto fidanzato, Mariddu, cerca conforto e aiuto nella famiglia di lui. Conforto che non trova nella madre, Donna Flavia, ma soltanto nel fratellastro, Neli. Mariddu, che si ingelosisce, la ferisce e viene arrestato. Quando esce dal carcere vorrebbe riallacciare la relazione, ma Ajtina a quel punto preferisce il fratellastro Neli che, durante quel lungo periodo, l’ha aiutata ad andare avanti con grande generosità, palesandole il suo amore seppur con tanta timidezza.
dal testo di Fabio Geda / con Paolo Briguglia e Roberto Salemi / musiche dal vivo di Francesco Accordo
All’età di dieci anni Enaiatollah Akbari viene abbandonato dalla madre fuori dall’Afghanistan controllato dai Talebani, nel vicino Pakistan. E’ lì che inizierà il suo viaggio fino all’Italia, per sfuggire alla morte, alla fame, alla solitudine, e cercare un posto da poter chiamare finalmente “casa”.
di Giovanni Clementi / regia Ennio Coltorti / con Alessandra Costanzo e Paola Tiziana Cruciani
Un testo intimo che narra il rapporto ormai consunto di due sorelle, che fa del livore, dell’odio, un fondamento vitale. E indaga sul rapporto di forza e dipendenza nelle relazioni interpersonali, ma anche “usa” Addolorata e Rosaria e ne fa lo specchio di una società, come la nostra, sempre più portata a rinchiudersi a riccio, a considerare “l’Altro”, “il mondo fuori”, come il nemico. E allora ecco che il piccolo appartamento delle due zitelle diventa una sorta di avamposto, e le finestre feritoie da cui osservare, senza essere viste, il pericolo che incombe. La miopìa di tale atteggiamento è tanto più evidente quando il rifiuto aprioristico al confronto assume spesso l’aspetto di una sorta di autoemarginazione. E le piccole gioie della vita, che fortunatamente ognuno di noi ancora sperimenta, non possono non venire segnate dallo scoppio implosivo del nostro stesso risentimento. Forse è proprio questa la più grande sconfitta che una donna, un uomo, una società possano soffrire. Un minuscolo Titanic in formato domestico, destinato all’inevitabile affondamento.
di e con Gennaro Cannavacciuolo
musiche eseguite dal vivo dal Trio Bugatti composto da:
Marco Bucci – pianoforte
Claudia Della Gatta – violoncello
Andrea Tardioli – clarinetto e sax contralto
scritto e diretto da Mattia Torre / con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino e con Franco Ravera
4 5 6 è la storia comica e violenta di una famiglia in un luogo imprecisato del Sud Italia. Isolata e chiusa, la famiglia vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. 4 5 6 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri. Per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. In ogni caso siamo soli, e siamo in lotta. 456 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere nucleo protettivo e aggregante – nascano i germi di questo conflitto.
di Martin McDonagh / regia Juan Diego Puerta Lopez / con Claudio Santamaria, Filippo Nigro, Nicole Murgia, Massimo De Santis
In un mondo immerso nella crudeltà, nell’aggressività e nella disperazione, il dramma diventa una commedia nera, dove il delirio e la stravaganza sono tessuti delicatamente attraverso un umorismo eccentrico, cinico e ironico. La storia è ambientata in un piccolo villaggio dell’Irlanda, che è piuttosto un luogo universale rappresentativo di una società di disadattati in una condizione di solitudine ed indifferenza.
di Ken Ludwig / regia di Giancarlo Zanetti / con Gianfranco Jannuzzo, Milena Miconi e Federico Pacifici, Claudia Coli, Tiziana Bagatella, Fabrizio Apolloni, Rodolfo Medina, Stefania Papirio
I continui colpi di scena e le situazioni comiche sono la base di uno dei più importanti successi di Broadway. Come hanno scritto i critici, poco importa che l’abbiate già vista o no: potete cominciare a ridere fin da ora! Gianfranco Jannuzzo, attore poliedrico di grandissimo talento, raffinato ed elegante nella sua naturale ironia siciliana, è circondato da altri sette attori di indubbio talento.
testo e regia Emma Dante / con Carmine Maringola, Claudia Benassi, Stéphanie Taillandier, Onofrio Zummo, Manuela Lo Sicco, Sabino Civilleri
La trilogia è composta di tre spettacoli autonomi ma indissolubilmente legati da temi di marginalità: povertà, vecchiaia e malattia. Tutti i personaggi della trilogia inforcano gli occhiali. Sono mezzi cecati. Malinconici e alienati.
di Angelo Ruta / con Pietro Pignatelli e Maria Carpaneto
Lo spettacolo è un racconto scandito dalle lettere tra Dino Campana e Sibilla Aleramo. E’ una storia per niente d’amore, segnata dal disperato bisogno d’amare, dell’uno e dell’altra, ciascuno a suo modo emarginato dalla morale comune.
liberamente ispirato a L’acqua e il sale di Pinò di Nicola Colombo / adattamento e regia di Enzo Ruta / con Vittorio Rubino, Giada Ruggeri, Emanuele Sipione, Enzo Ruta , Emanuele Pluchino, Piero Pisana e Giorgio Barone
Nel dialogo fra Basilio e Pinò si scontrano due visioni del mare: il mare vissuto e il mare immaginato. Pinò è un marinaio che gira il mondo fino al naufragio: il suo porto di sofferenza diventa il Padiglione B del manicomio di Trieste. Qui la follia emergerà in tutta la sua tragicità.
tratto da “Antonietta Pirandello nata Portolano (dialogo mancato con Luigi)” di Marina Argenziano / regia di Giannella D’Izzia / con Marilisa Vergopia
Schiva e riservata, Antonietta è una donna che non ha alcuna esperienza di vita, una donna docile, da plasmare. Avrebbe voluto contare come persona, ma si scopre estranea a tutto e tormentata da sentimenti di inadeguatezza. E il delirio della follia diventa il suo unico modo per continuare a vivere.
di e con Rosario Minardi
Un detenuto condannato a vita per un delitto mai commesso, Papillon di Charrière, legge l’Amleto, interpretando tutti i personaggi. L’insolita riscrittura in dialetto ragusano evidenzia la carnalità del linguaggio shakespeariano.
di Eugene Ionesco / regia di Vittorio Bonaccorso / con Federica Bisegna, Vittorio Bonaccorso
“La ragione è la follia del più forte; la ragione del meno forte è follia”. Parte da questo spunto la messa in scena di un testo quanto mai attuale. Si assiste a una proliferazione della materia e degli oggetti che invadono l’universo umano, una sorta di “nulla” che riempie la vita. Due sono i modi per liberarsi da questo vuoto: il suicidio e la follia.
di Federica Zanni / con Daniele Cannata e Alessandra Pitino
musiche dal vivo di Lino Gatto e Daniele Ricca
tre atti unici di Lucia Trombadore, Franz Kafka ed Emanuele Vacchetto / regia di Giorgio Sparacino / con Pippo Antoci, Ornella Cappello, Carmelo Gugliotta, Natalina Lotta e Giorgio Sparacino
Essere “altri”, diversi, è uno status di estraneità che relega ai margini della normalità canonicamente intesa dalla società dei ben-pensanti. Non follia dirompente, ma “alterità” che mette in crisi il sistema di relazione e persino la comunicazione tra individui.
di e con Alessandro Romano, Marcello Montalto, Salvatore Tringali / regia di Alessandro Romano
In una stazione ferroviaria indefinita, in una condizione onirica, si incontrano vari personaggi al limite tra il grottesco e l’assurdo. Interagiscono mostrando i propri degradati cliché declinati dalla follia del tempo presente, dove il continuo abuso di potere che le finte gerarchie impongono, spinge l’essere umano a manifestare la propria miseria.
di Gianni Garofalo / produzione Compagnia Teatrale Iblea / con Gianni Garofalo, Alessandro Sparacino, Nicoletta La Terra, Sonia Grandis
Lo spettacolo tratto dalle opere di Alda Merini ripercorre le drammatiche vicende che fu costretta a subire durante i suoi 24 ricoveri in manicomio. C’è una riflessione sulla condizione di chi soffre e sull’opportunità di creare percorsi volti al “prendersi cura” piuttosto che al “curare”.
di Joseph Kesserling / regia di Carlo Ferreri / con Simonetta Cuzzocrea, Vania Orecchio, Carmelo Gugliotta, Alessandra Pitino, Daniele Cannata, Emanuele Sipione
Due affabili sorelle anziane hanno la strana abitudine di avvelenare i loro affittuari infelici. Il nipote Crocifisso le scopre e si accorge che li fanno seppellire dall’altro nipote, Teddy, che si crede Teodore Roosvelt . Il ritorno del fratello Jonathan, efferato omicida, fa nascere in lui la certezza che anch’egli diventerà, prima o poi, pazzo.
di Nausica Zocco / regia di Tiziana Spadaro
Lo spettacolo muove dall’episodio dell’interrogatorio al quale Giovanna D’Arco viene sottoposta durante il processo per eresia. Attraverso le sue risposte si ripercorrono le sue convinzioni come donna e come guerriero. In conclusione, resta l’eredità ideale della “povera folle”: la possibilità di riportare la pietà e la giustizia in un ambiente che le ha dimenticate.
Il progetto coinvolge i pazienti del Dipartimento di salute mentale di Modica.
Il laboratorio d’espressione teatrale ha come campo d’investigazione il movimento libero dalla logica dello stereotipo. A questo segue la scoperta dello spazio e, di conseguenza, del proprio vicino.
di e con Ciccio Schembari
dal testo di Fabio Geda / con Paolo Briguglia e Roberto Salemi / musiche dal vivo di Francesco Accordo
All’età di dieci anni Enaiatollah Akbari viene abbandonato dalla madre fuori dall’Afghanistan controllato dai Talebani, nel vicino Pakistan. E’ lì che inizierà il suo viaggio fino all’Italia, per sfuggire alla morte, alla fame, alla solitudine, e cercare un posto da poter chiamare finalmente “casa”.
dal testo di Fabio Geda / con Paolo Briguglia e Roberto Salemi / musiche dal vivo di Francesco Accordo
All’età di dieci anni Enaiatollah Akbari viene abbandonato dalla madre fuori dall’Afghanistan controllato dai Talebani, nel vicino Pakistan. E’ lì che inizierà il suo viaggio fino all’Italia, per sfuggire alla morte, alla fame, alla solitudine, e cercare un posto da poter chiamare finalmente “casa”.
dal testo di Fabio Geda / con Paolo Briguglia e Roberto Salemi / musiche dal vivo di Francesco Accordo
All’età di dieci anni Enaiatollah Akbari viene abbandonato dalla madre fuori dall’Afghanistan controllato dai Talebani, nel vicino Pakistan. E’ lì che inizierà il suo viaggio fino all’Italia, per sfuggire alla morte, alla fame, alla solitudine, e cercare un posto da poter chiamare finalmente “casa”.
adattamento scenico di Cristina Aubry e Anna Maria Loliva
Gli studenti da spettatori diventano attori. Costruire uno spettacolo è un processo che impegna alunni e insegnanti in un viaggio, in un’avventura intellettuale che sviluppa emozioni e comunicazione, costruisce saperi e relazioni. Le scuole porteranno sul palcoscenico il risultato di questo lavoro, fatto nel corso dell’anno scolastico.
Il progetto coinvolge i pazienti del Dipartimento di salute mentale di Modica - Asp di Ragusa, in attuazione del protocollo d’intesa firmato con la Fondazione. Tutta l’esperienza formativa di ciascun essere umano è costantemente attraversata dalla presenza dell’altro. E attraverso questo gesto, oltre a sviluppare maggiore coscienza della mia identità, io posso diventare più ricco, dell’alterità riconosciuta. Il laboratorio d’espressione teatrale ha come campo d’investigazione il movimento libero dalla logica dello stereotipo. A questo segue la scoperta dello spazio e, di conseguenza, del proprio vicino.
In collaborazione con il Club Amici di Salvatore Quasimodo, si realizza il IV Concorso di Videopoesia “Versi di luce”, che culminerà nella serata di premiazione in programma per il 21 marzo 2012, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia. La principale finalità del concorso è quella di promuovere e conoscere la figura di Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura, unendo le immagini alle parole. La manifestazione prevede due sezioni: “Corti di videopoesia” e “Corti di fiction”, con opere che rappresentano vicende ispirate ad uno dei temi quasimodiani.
Casualetrio
Un’attrice, una cantante ed una chitarrista si incontrano sul desiderio di evocare l’ethos del mondo gitano con l’intensità, la leggerezza e l’ironia delle poesie e delle musiche di Federico Garcia Lorca: una voce per affermare la libertà dell’arte contro ogni oppressione.